STUDIO STATISTICO SUI REDDITI 2012 DICHIARATI DAI CITTADINI DI TRIESTE

L’ufficio statistica del Comune di Trieste ha elaborato per il secondo anno il file delle dichiarazioni sintetiche Irpef. In particolare l’oggetto dello studio sono state le dichiarazioni 2013 (anno d’imposta 2012) scaricate dal portale “Siatel 2.0 – Punto Fisco”, in base alla Convenzione stipulata con l’Agenzia delle Entrate. La  pubblicazione è disponibile alla pagina dedicata alla statistica sul sito del Comune di Trieste.
Trattasi delle dichiarazioni relative alla totalità delle persone fisiche (Modello Unico e 730 per le dichiarazioni dirette e modello 770 come soggetti sottoposti a trattenute per opera del soggetto che eroga i redditi) con domicilio fiscale nel Comune.
In questa seconda pubblicazione si è preso spunto da alcune osservazioni pervenute all’ufficio l’anno scorso. Pertanto si è proposta anche l’introduzione della distribuzione percentuale per tipologia di reddito dichiarato(da lavoro dipendente, da pensione, da fabbricati, ecc.) sia dei contribuenti che degli importi di reddito dichiarati (pagina 13 e 14 dell’elaborato) e la percentuale di dichiarazioni per modello utilizzato rispetto al totale delle dichiarazioni (pagina 11).
Sebbene in generale le dichiarazioni sintetiche riportino dati parziali, grazie all’incrocio con l’anagrafe della popolazione residente nel corso del 2012, emerge una analisi approfondita sulla distribuzione territoriale dei redditi dei cittadini triestini, in un’ottica di genere, tenendo conto dell’aspetto generazionale e della cittadinanza.
In sintesi nel 2012 a Trieste sono stati dichiarati quasi 3,4 miliardi di euro di reddito imponibile ai fini Irpef e pagati circa 715 milioni di euro di imposta netta da parte dei domiciliati fiscali, per un reddito imponibile medio per ogni contribuente paria 21.795 euro (nel calcolo si tiene conto di tutti i contribuenti, anche coloro che non pagano imposta). L’83% dei contribuenti paga una imposta.
L’87,3% delle persone fisiche che hanno presentato un modello di dichiarazione non supera i 35.000 euro di reddito imponibile dichiarato, il 38,7% non supera nemmeno i 15.000 euro.
Se ragioniamo per genere il trend non è cambiato, il numero di contribuenti di sesso femminile è dunque superiore a quello di sesso maschile (rispettivamente 79.402 e 76.367) ma è calato complessivamente il numero di dichiaranti. Il reddito imponibile medio dichiarato dai maschi (pari a 26.429 euro) risulta superare del 52% quello femminile (17.339 euro) similmente all’anno d’imposta 2011, ma in tutte le fasce d’età è calata la differenza percentuale tra i valori medi dei due generi.
Inoltre gran parte dei redditi è nuovamente dichiarata dagli anziani (i contribuenti che presentano una dichiarazione con più di 60 anni rappresentano nel 2012 il 41,4% del totale dei contribuenti ed il reddito imponibile da loro dichiarato il 42,3% dell’ammontare complessivo, mentre nel 2011 era il 40,1%).
Il numero dei contribuenti residenti risulta essere pari al 72,3% dei residenti al 31 dicembre 2012 in anagrafe, mentre i redditi medi più elevati si registrano nei quartieri di Barcola, Scorcola, Citta Vecchia e Cologna Nord, nonché nei due quartieri dell’Altopiano Est di Padriciano e Opicina.
I valori più bassi invece si rilevano nelle zone periferiche di Chiarbola Superiore, Borgo San Sergio, San Giacomo, Valmaura e Servola.
Interessante il dato sui contribuenti residenti stranieri: il 6,3% dei contribuenti maschi è straniero, il 4,9% delle contribuenti è straniera. Per entrambi i generi al crescere dell’età cala la percentuale di stranieri sul totale dei contribuenti. Il reddito imponibile medio dichiarato dai residenti italiani è sempre superiore a quello degli stranieri con differenze più marcate al crescere dell’età.
Infine lo studio tiene in considerazione i redditi dichiarati dai nuclei familiari, all’interno dei quali si combinano i redditi percepiti da più componenti. Introducendo una scala di equivalenza, in particolare quella OCSE semplificata (coefficiente = 1 per il capo famiglia e 0,5 per ogni altro componente) risulta che il reddito medio equivalente pro capite più alto si osserva per le famiglie di due o tre componenti, a seguire quelle unipersonali. Se invece si ragiona per tipologia familiare, da questa edizione si sono utilizzati due algorimi: quello già utilizzato nella prima pubblicazione relativa all’anno d’imposta 2011, che tiene conto delle 12 anagrafi mensili del 2012 ed un altro utilizzato dall’Istat in occasione dell’analisi dei dati dell’ultimo censimento della Popolazione e Abitazioni, dove l’incrocio con l’anagrafe è puntuale e riferito al 31/12/2012 e che analizza tutte le tipologie di coppie (coniugi e conviventi) e non solo i coniugi. In entrambe i casi le tipologie familiari che stanno meglio (redditi medi equivalenti pro capite più elevati) sono quelle delle coppie senza figli e dei padri soli con un figlio. Le condizioni meno favorevoli spettano alle donne sole con uno o due figli.

REDDITI 2012 [.pdf]